La Casa del Fanciullo di Monserrato rappresenta una delle istituzioni educative più significative del territorio monserratino e dell’area cagliaritana nel secondo Novecento. La sua storia, che attraversa oltre sessant’anni, riflette le trasformazioni sociali, culturali e urbanistiche della Sardegna contemporanea e costituisce un caso emblematico dell’evoluzione dell’educazione popolare ispirata al carisma lasalliano. La vicenda dell’istituzione si radica nel contesto del secondo dopoguerra, quando Monserrato, allora comune autonomo e realtà prevalentemente agricola, si trovava ad affrontare un rapido incremento demografico, l’arrivo di nuove famiglie e la presenza di condizioni socioeconomiche difficili. La povertà diffusa, la scarsa scolarizzazione e la mancanza di servizi educativi strutturati rendevano urgente la creazione di spazi protetti e percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze di una popolazione giovane e vulnerabile.
In questo scenario, alla fine degli anni Cinquanta, una famiglia monserratina decise di donare una piccola abitazione ai Fratelli delle Scuole Cristiane, ordine religioso fondato da San Giovanni Battista de La Salle e storicamente impegnato nell’educazione dei ceti popolari. Il 9 ottobre 1960 giunsero a Monserrato i primi Fratelli, guidati da Fratel Terenzio Adriano Mastrecchia, figura carismatica e profondamente radicata nella tradizione pedagogica lasalliana. Gli ambienti iniziali erano estremamente modesti: due stanze e un cortile. Tuttavia, la povertà delle strutture non impedì l’avvio di un’opera educativa che si sarebbe presto ampliata e consolidata. La Casa del Fanciullo nacque come luogo di accoglienza quotidiana, dove i bambini potevano trovare non solo istruzione, ma anche sostegno morale, attività ricreative, un pasto caldo e un riferimento adulto stabile. La pedagogia lasalliana, centrata sulla disciplina equilibrata, sull’attenzione ai più fragili e sulla formazione del carattere, costituì fin da subito l’ossatura dell’intero progetto.
Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, grazie al sostegno della comunità locale e a nuove donazioni, la Casa del Fanciullo si ampliò progressivamente fino a trasformarsi in una vera e propria scuola paritaria: la Scuola Elementare “E. Pintus”. Tale istituzione divenne un punto di riferimento per l’istruzione primaria nel territorio, offrendo un ambiente educativo stabile e di qualità in un periodo in cui la scuola rappresentava uno dei principali strumenti di emancipazione sociale. La Casa del Fanciullo non si limitava alla dimensione scolastica, ma si configurava come un presidio educativo integrale: venivano organizzati laboratori manuali, attività sportive, momenti comunitari, percorsi di formazione professionale e iniziative di sostegno alle famiglie. Per molte generazioni di monserratini, essa rappresentò un luogo di crescita, protezione e riscatto, contribuendo in modo decisivo alla costruzione di una cultura educativa condivisa.
Negli anni Ottanta e Novanta la Casa del Fanciullo raggiunse la sua piena maturità. I Fratelli Lasalliani continuarono a svolgere un ruolo centrale nella gestione della scuola e nelle attività educative, mantenendo vivo il carisma lasalliano e adattandolo alle esigenze di una comunità in evoluzione. L’istituzione si caratterizzò per un forte radicamento territoriale, per la qualità dell’insegnamento e per la capacità di rispondere alle trasformazioni sociali in atto. La scuola consolidò la propria reputazione, diventando un punto di riferimento non solo per Monserrato, ma anche per l’area metropolitana di Cagliari.
A partire dagli anni Duemila, tuttavia, la diminuzione delle vocazioni religiose portò i Fratelli Lasalliani a lasciare Monserrato. La gestione della scuola venne affidata a una cooperativa di insegnanti, che proseguì l’attività per diversi anni. Nonostante l’impegno del corpo docente, il progressivo calo delle iscrizioni, la concorrenza delle scuole pubbliche e le mutate esigenze del territorio resero sempre più difficile la continuità del progetto scolastico. La scuola fu costretta a sospendere definitivamente le attività didattiche, segnando una fase di incertezza nella lunga storia dell’istituzione. La struttura, priva di una funzione stabile, rischiò di rimanere inutilizzata, con il conseguente timore che un luogo così significativo per la memoria comunitaria potesse andare incontro al declino.
Negli anni più recenti, la Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane decise di donare l’immobile alla Diocesi di Cagliari, che lo affidò alla Parrocchia San Giovanni Battista de La Salle. Sotto la guida del parroco don Walter Onano, la Casa del Fanciullo ha avviato un processo di profonda trasformazione, riconvertendosi in Oratorio e Centro Pastorale. La struttura è stata rinnovata e dotata di nuovi spazi dedicati alla catechesi, allo sport, al teatro, alla formazione e alla vita comunitaria. Sono stati realizzati un campetto sportivo, sale per incontri e attività educative, una cappella e ambienti destinati alla pastorale giovanile. Questa rinascita non rappresenta una rottura con il passato, ma una continuità ideale: l’educazione rimane il fulcro dell’opera, declinata ora in forme più adatte alle esigenze contemporanee.
La storia della Casa del Fanciullo testimonia la capacità delle istituzioni educative di adattarsi ai cambiamenti sociali mantenendo saldi i propri valori fondativi. Essa ha rappresentato per decenni un presidio di inclusione, un luogo di crescita e un punto di riferimento identitario per la comunità monserratina. La sua evoluzione, articolata in fasi di fondazione, sviluppo, crisi e rinnovamento, mostra come l’educazione possa essere un elemento generativo di coesione sociale e di trasformazione comunitaria. La continuità tra passato e presente evidenzia la persistenza di un principio fondamentale: il bene seminato attraverso l’educazione continua a produrre frutti nel tempo. La Casa del Fanciullo non è solo un luogo della memoria, ma anche un laboratorio di futuro, capace di reinterpretare il proprio carisma originario alla luce delle nuove sfide educative e pastorali.